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Capello contro i social: per la Russia niente tweet durante i Mondiali

Il CT della Russia impone il silenzio-social cercando di mantenere alta la concentrazione dei suoi giocatori. Ma il divieto dell'uso di Twitter si scontra con le logiche del calcio moderno.








Tutti amano Twitter come piattaforma di Second Screen. Anzi quasi tutti. E tra quelli che preferirebbero un mondo meno 'social' si annovera anche l'illustre nome di Fabio Capello, allenatore italiano famoso per il suo integralismo e per il culto quasi maniacale del calcio tradizionale.

Nell'intervista che precedeva l'esordio della sua squadra nella Coppa del Mondo contro la Corea del Sud, il CT della Russia ha rivelato di nutrire una certa diffidenza nei social media, riferendosi in particolare a Twitter. 

Per questo motivo Capello ha imposto ai suoi giocatori di astenersi per tutta la durata della competizione dall'invio di messaggi sul servizio di microblogging.
"Posso dirvi che i tweet a volte possono essere un fastidio se non sono scritti in modo intelligente", ha dichiarato alla vigilia del match, spiegando che " i giocatori della Russia hanno un solo obbligo verso la stampa durante la Coppa del Mondo, cioè presentarsi a coppie nella press room".

Con questo atteggiamento il tecnico originario del Friuli non dimostra certo una grande disponibilità verso i media e i tifosi.
Questa scelta potrà essere anche dettata dal desiderio di mantenere alta la concentrazione dei giocatori, ma nell'epoca della Rivoluzione Digitale è inconcepibile pensare di vivere in maniera eremitica una competizione di rilevanza mondiale come la Coppa del Mondo.

Su Sportsays.net abbiamo più volte trattato l'argomento del divieto dei social media perché spesso sono causa di distrazione e di problemi di pubbliche relazioni. Ma abbiamo anche sottolineato come i social siano solo un mezzo di comunicazione e interazione e il loro uso, appropriato o meno, dipende principalmente dall'utente.

Inoltre, per i brand sponsorizzatori, i canali social rappresentano un'importante risorsa commerciale che permette loro di promuovere i propri prodotti attraverso lo storytelling social, storie costruite post dopo post dagli atleti sui propri canali. 
Pertanto un divieto dell'uso di Twitter, oltre che apparire come una parziale negazione della libertà di parola, rappresenta anche un problema commerciale per gli sponsor che si vedono chiuso un canale comunicazionale rilevante per la loro strategia promozionale.

Francesco Bossoni

Francesco Bossoni è uno studente di Marketing e Comunicazione presso l'Università degli Studi di Bergamo (ITA), aspirante giornalista e amante del web e dello Sport. Dalle sue principale passioni -Comunicazione e Sport- egli sviluppa un grande interesse per lo sport digitale e comunicazione sportiva. Decide allora nel 2012 di lanciare sportsays.net, il primo blog italiano dedicato alla comunicazione social in ambito sportivo.

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L'autore

Francesco Bossoni è uno studente di Marketing & Comunicazione presso l'Università degli Studi di Bergamo (ITA), aspirante giornalista e amante del web e dello Sport. Dalle sue principale passioni -Comunicazione e Sport- egli sviluppa un grande interesse per lo sport digitale e comunicazione sportiva. Decide allora nel 2012 di lanciare sportsays.net, il primo blog italiano dedicato alla comunicazione social in ambito sportivo.


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